Le pubblicazioni

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La pubblica affissione di un foglio contenente le generalità dei due promessi sposi, la professione, la loro intenzione di contrarre il matrimonio, le generalità dei genitori e il luogo di celebrazione del matrimonio.

Il fine è attestare l’effettivo stato libero, e la possibilità che il matrimonio avvenga per reale consenso.
La prassi prevede il recupero di documenti all’anagrafe del Comune di residenza e di nascita. Entrati in possesso di tali documenti gli sposi, nel caso non intendano contrarre matrimonio in Chiesa, dovranno esclusivamente recarsi al Comune di residenza di uno dei due, dove, presenteranno la formale richiesta delle “pubblicazioni”. La legge infatti stabilisce che: “La pubblicazione deve essere richiesta all’ufficiale dello stato civile del Comune dove uno dei due sposi ha la residenza ed è fatta nei Comuni di residenza degli sposi”.
La pubblicazione verrà affissa in un corridoio dell’edificio comunale dove, chiunque potrà leggerlo.
Perché il futuro matrimonio abbia validità, dovrà rimanere appesa per tutto il tempo stabilito (in Comune e in Chiesa per due domeniche consecutive o feste di precetto). Se allo scadere del termine previsto nessuno si sarà opposto alle nozze gli interessati potranno ritirare il consenso in compagnia di due testimoni, che non devono essere necessariamente gli stessi che poi svolgeranno questo ruolo nel corso della cerimonia vera e propria. Con questa autorizzazione potranno poi recarsi nel luogo dove intendono celebrare il matrimonio per concordare date e formalità. È opportuno ricordare che il ritiro del consenso nel Comune dove si risiede, se è diverso da quello di nascita, rende necessaria la presenza dei genitori.

DOCUMENTI DA PRESENTARE

Se il matrimonio verrà celebrato in chiesa, si dovrà informare il responsabile della parrocchia  (l’arciprete, il parroco) della vostra intenzione. Lui stesso fornirà tutte le informazioni necessarie.

Alla parrocchia dovranno essere presentati:
-Certificati di Battesimo: da richiedere alla parrocchia in cui si è stati battezzati; se questa si trova fuori dalla vostra diocesi dovrete far vidimare i certificati dalla Curia competente per territorio;
-Certificati di Cresima: da richiedere alla parrocchia in cui siete stati cresimati; se questa si trova fuori della vostra diocesi attuale, dovete provvedere alla vidimazione come sopra;
-Dichiarazione di stato libero religioso: da presentare da parte di coloro che risiedono fuori diocesi o hanno abitato per un periodo superiore ai 6 mesi fuori dalla diocesi; da rendere alla presenza di due testimoni nella parrocchia di residenza o in quella in cui si è abitato, vidimata come sopra.

Presentati questi documenti, il parroco procederà al consenso religioso, concesso ai futuri sposi separatamente e consegnerà la richiesta di pubblicazione, da presentare in municipio insieme ai seguenti documenti:
-Estratto per riassunto dell’atto di nascita, da richiedere al Comune in cui si è nati.
-Certificato contestuale, da richiedere all’anagrafe del Comune in cui si risiede;
-Dichiarazione, resa da parte di coloro che esercitano o hanno esercitato la patria potestà che gli sposi non si trovano in nessuna delle condizioni che impediscono il matrimonio (se i genitori degli sposi non fossero disponibili, questa formalità può esplicarsi tramite la trasmissione di documenti in busta sigillata da Comune a Comune);
Per lo sposo che non ha compiuto i 26 anni: congedo militare o documento equivalente.

Dopo la presentazione dei documenti, l’ufficiale di stato civile convocherà i futuri sposi per il consenso civile, che va reso alla presenza di due testimoni, muniti di documenti d’identità.

A pubblicazioni avvenute viene rilasciato il nulla-osta alla celebrazione del matrimonio, che ha validità di 6 mesi. Se tale limite viene superato, è necessario rinnovarle.

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